AUSTRA, IL RITORNO DELLA PERLA DEL CANADA

Dopo Trudeau (anche se con una popolarità in calo), il Canada (che sembrerebbe essere diventato il nuovo paradiso dei mafiosi) fa vanto al mondo di un’altra sua rara perla. Gli Austra! Capeggiati dall’energica e quasi sacerdotale Katie Stelmanis, il gruppo (formatosi nel 2009 e così chiamatosi come la dea della luce secondo la tradizione lettone) nasce dall’incontro di menti e talenti svariati. Dalle coriste, le Tasseomancy a Maya Postepski, già ec TR/ST. Sono riuscite, mantenendo ciascuna la loro impronta musicale, a fonderle in un perfetto equilibrio indie-elettronico coinvolgente e sensazionale. Sono trascorsi già sei anni dall’uscita dal primo album ‘‘Feel it Break” (2011). Solamente due da Olympia (2015), che sembrava discostarsi dal precedente per battere altre strade. Con ”Future Politics”, già osannato dalla critica, i vecchi standard vengono ripristinati.

In The Future (contenuto nel primo album) la Stelmanis, come una Cassandra inascoltata, ”saw the future, it was dark”. All’indomani dell’uscita del loro ultimo lavoro, come una profezia avverata. Rivela che quando iniziò a scrivere Future Politics, lo fece spinta da un rapido avanzare di un senso distopico (cioè una visione del futuro altamente negativa). Cominciò a ricercare qualcosa di differente, ”a better future”. Il 20 gennaio esce l’album. Il 20 gennaio Donald Trump giura in veste di 45esimo Presidente degli Stati Uniti. << Al tempo, D. Trump non era mai stato sul radar [nel senso che nessuno di loro lo aveva mai considerato, ndr]. Ora siamo qui. A confrontarci con la sua elezione e ad impedire che la distopia diventi tristemente una realtà. La data di rilascio del nostro lungo lavoro coincide anche con il terribile significato di essere il giorno in cui assume il suo ufficio.(in una intervista lo definisce ”giorno insano”, ndr).[…] Ho ancora molta speranza nel futuro. E sarei onorata se Future Politics diventi una parte della vostra colonna sonora per creare il cambiamento>>. E la distopia gli Austra la combattono con il suo opposto: l‘Utopia, così intitolando il brano-lancio di questo nuovo e imperdibile progetto. Che la Stelmani abbia una visione negativa del presente e del futuro lo ha lasciato bene intendere, ma non demordendo, trova l’antidoto, ossia guardare al futuro, ma non quello reale, bensì un luogo che si può disegnare, dove nessuno si deve sentire in colpa, dove si può essere ciò che si vuole e in cui ”le persone non attraversano le autostrade dal luogo di lavoro a casa”, uscire da quella tomba già scavata.

Il resto delle tracce portano un tono greve, a tratti solenne, disperato ma che tendono verso il finale a schiarisi come dopo un temporale (I’m a monster, We Were Alive), qualche traccia all’ ”Austra” (Gaia, 43, Freepower), un brano pop-reggae, alcune atmosfere anni ’80 (I Love You Than You Love Yourself), eterei; un mix trascinante, immaginario, meno dance rispetto ai due lavori precedenti e più ”politico”, senza voler colpire nessuno, ma in generale condanndo un mondo soggiogato dalla routine e da una tecnologia che impedisce di dipingere immaginari nuovi, che ci omologa e ci tiene avvilupati, inermi (basti osservare il video di Utopia per raccogliere il frutto dell’intero lavoro). Un progetto, dunque, che assume un valore nuovo alla vista dei nuovi scenari politici e mondiali, che affronta la paura e il bisogno di un cambiamento in opposizione ai tempi, una ricerca che travalichi il contingente e porti ciascuno di noi a riappropiarci di noi stessi e della nostra dignità (e gli Austra scenderanno in piazza con il movimento femminista che si terrà oggi a Montreal). Pronti a partire con Katie e i suoi verso il futuro? Per noi italiani la data di partenza sarà il 15 marzo 2017, Milano, dove il gruppo si esebirà dal vivo!

 

A. Celletti
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